Quando parlo con gli adulti riguardo la nostra realtà, in particolare quella di noi giovani e dei nostri gusti in fatto di moda o musica viene sempre fuori prima o poi che noi tendiamo a ripescare sempre dal passato, in particolare dagli anni in cui i nostri genitori avevano la nostra età. La nostra generazione non è innovativa, ma anzi spesso copia abitudini passate.
Perché dico questo?
Anche la letteratura moderna si comporta allo stesso modo; ripescando i topos storici per crearne magnifici libri o film che nascono appunto da concetti del passato.
Ne è un esempio la trilogia di libri fantastici "Queste oscure materie" di Philip Pullman pubblicata nel 1995.
Dal primo di questi tre romanzi ne è stato tratto un film: "La bussola d'oro" - uscito nel 2007 diretto dal regista Chris Weitz.
Nel romanzo e anche nel film, tutti gli uomini sono affiancati da un alter ego - una coscienza sotto forma
animale; una sorta di compagno personale che accompagna ognuno ovunque vada, e che scompare alla morte della persona stessa e se viene staccato dalla persona cui appartiene, questa nella maggior parte dei casi muore, o resta comunque psichicamente menomata.
Questo alter ego sia nei libri che nel film viene chiamato daimon. Alludendo proprio al daimon socratico.
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